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Posted on Author Barisar Posted in Giochi

  1. Che cosa furono i massacri delle foibe
  2. 12 cose da sapere sulle Foibe
  3. 10 febbraio, Giorno del ricordo: i 5 libri da leggere per capire le foibe
  4. Foibe. Il giorno del ricordo

Content Warning. This video may be inappropriate for some users. Sign in to confirm your age. Una scarica di mitra ai primi faceva precipitare tutti nel baratro. Coloro che non foiba di Monrupino, meglio conosciuta come foiba (guarda il video). Pochi. La prima ondata di violenza esplose proprio dopo la firma dell'armistizio, l'8 settembre in Istria e in Dalmazia i partigiani jugoslavi di Tito si vendicarono​. Sul Carso triestino, la foiba di Basovizza, pozzo minerario scavato agli inizi del guerra mondiale, i partigiani di Tito le utilizzarono per scaricare al loro interno alla foiba di Monrupino, meglio conosciuta come foiba (guarda il video).

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Sulle foibe la ferita rimane aperta. Parla Gasparri, i dem se ne vanno Polemica alle commemorazioni. I parlamentari del Pd abbandonano la cerimonia alla Foiba di Basovizza per protestare contro la presenza fra gli oratori del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. CasaPound affigge striscioni contro i partigiani jugoslavi in luoghi di ritrovo della minoranza slovena. Il Giorno del Ricordo attira a Trieste i leader della destra, ma la commemorazione è senza pace anche stavolta.

In questo caso le tensioni si alzano per la decisione di Debora Serracchiani, Luigi Zanda e Tatjana Rojc di lasciare lo spazio delle autorità davanti agli interventi ritenuti irrituali di Gasparri e Massimiliano Fedriga, primo presidente del Friuli Venezia Giulia a chiedere di parlare alla celebrazione organizzata dal Comune. La scintilla scocca per il discorso conclusivo di Gasparri, che non è vicepresidente del Senato ma prende la parola a Trieste in rappresentanza della presidente Maria Elisabetta Casellati.

Che cosa furono i massacri delle foibe

Alla fine del VIII secolo l'Istria interna e i dintorni, furono conquistate infatti da Carlo Magno : poiché tali terre erano scarsamente popolate, in quanto impervie, i Franchi e successivamente le autorità del Sacro Romano Impero vi consentirono l'insediamento degli slavi. Ulteriori insediamenti di slavi si verificarono in epoche successive; per quanto riguarda l'Istria, ad esempio, in seguito alle pestilenze del XV e XVI secolo.

Le comunità ladine che popolavano l'area di Postumia , Idria e dell'alto Isonzo sono scomparse dal Rinascimento , assimilate dalle popolazioni slave. Del resto intorno all'anno tutta la valle dell'Isonzo, fino alle sue sorgenti nelle Alpi Giulie , era popolata in maggioranza da popoli ladini.

12 cose da sapere sulle Foibe

L'Italia nel La Repubblica di Venezia , tra il IX e il XVIII secolo, estese il suo dominio suddiviso in tre aree amministrative: il Dogado , i Domini di Terraferma e lo Stato da Mar soprattutto sulle cittadine costiere dell'Istria, nelle isole del Quarnaro e sulle coste della Dalmazia, che erano abitate da popolazioni romanizzate fin dai tempi più antichi.

Fino al XIX secolo gli abitanti di queste terre non conoscevano l' identificazione nazionale , visto che si definivano genericamente "istriani" e "dalmati", di cultura " romanza " oppure " slava ", senza il benché minimo accenno a concetti patriottici oppure nazionalistici, che erano sconosciuti [24] [25]. Vi era una differenza di carattere linguistico-culturale tra città e costa prevalentemente romanzo-italiche e le campagne dell'entroterra in parte slave o slavizzate.

Le classi dominanti aristocrazia e borghesia erano dovunque di lingua e cultura italiana, anche qualora di origine slava. Nella Venezia Giulia, oltre che l'italiano, si parla anche la lingua veneta , la lingua friulana , la lingua istriota e la lingua istrorumena , mentre in Dalmazia era comune la lingua dalmatica , che si estinse nel , con la morte dell'ultimo parlatore, Tuone Udaina.

10 febbraio, Giorno del ricordo: i 5 libri da leggere per capire le foibe

Lo stesso argomento in dettaglio: Germanizzazione , Croatizzazione , Questione adriatica e Dalmati italiani. Fino all' Ottocento , in Venezia Giulia , nel Quarnaro e in Dalmazia , le popolazioni di lingua romanza e slava convissero pacificamente.

Analogo processo subirono gli altri gruppi nazionali: si vennero pertanto a definire i moderni gruppi nazionali: italiani, sloveni, croati e serbi. Sua maestà richiama gli uffici centrali al forte dovere di procedere in questo modo a quanto stabilito.

La politica di collaborazione con i serbi locali, inaugurata dallo zaratino Ghiglianovich e dal raguseo Giovanni Avoscani, permise poi agli italiani la conquista dell'amministrazione comunale di Ragusa nel Queste ingerenze, insieme ad altre azioni di favoreggiamento al gruppo etnico slavo ritenuto dall'impero più fedele alla corona, esasperarono la situazione andando ad alimentare le correnti più estremiste e rivoluzionarie.

L'irredentismo italiano in Istria e in Dalmazia[ modifica modifica wikitesto ] Lo stesso argomento in dettaglio: Irredentismo italiano in Istria e Irredentismo italiano in Dalmazia. Mappa linguistica austriaca del , su cui sono riportati i confini segnati con pallini blu della Dalmazia veneziana nel In arancione sono evidenziate le zone dove la lingua madre più diffusa era l'italiano, mentre in verde quelle dove erano più diffuse le lingue slave L' irredentismo italiano in Istria fu un movimento esistente tra gli istriani di etnia italiana che nell' Ottocento e Novecento promuoveva l'unione dell' Istria al Regno d'Italia [36].

Allora in Dalmazia molte scuole italiane furono trasformate in croate. Il croato venne imposto come lingua ufficiale ovunque, meno che a Zara. In Istria invece il movimento nazionale croato era più arretrato. I sacerdoti slavi, tenendo i registri dello stato civile, compirono molti abusi.

Stupisce che quando oggi si parla del confine orientale non ci si soffermi su questo punto: non c'era neppure la parvenza di un'autonomia nazionale, come nel caso della Repubblica sociale. C'era invece la prospettiva dell'annessione al Reich compresa l'altra zona occupata, la Zona d'operazioni delle Prealpi, cioè il Trentino Alto Adige.

Qui si svolge una parte dell'epopea della X Mas di Junio Valerio Borghese, che si distingue nella caccia, nelle torture e negli omicidi di partigiani, come per esempio a Tramonti di Sotto, presso Pordenone, a Saciletto di Ruda, nella bassa Friulana, alle alture di Aiello presso Udine, a Ronchi di Terzo d'Aquileia.

Ovviamente Borghese. Recentemente è uscita una interessantissima ricerca proprio sulla X al confine orientale da parte di Luciano Patat.

Perché mi soffermo su un elemento specifico, relativamente di dettaglio, come la X? Perché nella grande commedia degli equivoci — ma meglio sarebbe dire tragedia — che ci circonda, si omette che il primo e principale nemico dell'Italia in quel tempo e in quel luogo non era lo slavo, non era lo sloveno, ma era il nazista che aveva occupato un ampio territorio italiano in una prospettiva annessionistica. Anche per questo la retorica della difesa del confine orientale è stupefacente, non perché non ci fossero ambizioni territoriali slave nei confronti di zone di confine, ma perché prima ancora di tali ambizioni c'era il fatto ineludibile dell'occupazione tedesca.

E mentre spesso i partigiani italiani combattevano insieme a quelli sloveni e croati, i collaborazionisti dei tedeschi, al di là della magniloquenza sulle bandiere tricolori, erano al servizio del Terzo Reich, a cominciare dalla X Mas.

Ecco perché è sconcertante il fatto che da alcuni anni rappresentanti dell'associazione reduci Rsi e reduci X Mas vengano ricevuti a Gorizia nel Palazzo comunale ed in gran parte della regione si succedano episodi di vicinanza o esplicito appoggio al fascismo. Mi sovvengono a proposito le parole illuminanti della relazione di Franco Cecotti. Occorre aggiungere che vi furono vendette personali ed eccessi di vario genere. Da tutto quello che abbiamo ascoltato oggi, ed anche da queste mie modestissime considerazioni, deriva qualche pensiero conclusivo; occorre, come abbiamo scritto nel documento dell'Anpi del , occorre — dicevo — accuratamente evitare che, nella rilettura contemporanea di quelle vicende, prevalga una visione univoca, condizionata dall'appartenenza statuale.

È assolutamente vero. Ma qual è il significato di foibe e cosa sono?

Foibe. Il giorno del ricordo

Coniato nel , il termine indicava un torrente che si getta in un inghiottitoi carsico. Con il tempo il termine ha iniziato ad indicare gli eccidi commessi dai partigiani e servizi segreti militari jugoslavi.

Associato spesso alla Giornata della memoria, in realtà essi non sono la stessa cosa. Nella Shoah le persone erano catturate ovunque con lo scopo di eliminare un popolo ritenuto il male assoluto. Mentre, come sappiamo, lo scopo dei partigiani di Tito era solo quello di vendicarsi dei fascisti.

E i nostri compatrioti innocenti non ci assolvono e probabilmente non lo faranno mai. Si tratta di una lotta secolare che inizia con la fine della Grande Guerra , quando il confine tra Italia e Jugoslavia viene delineato dalla linea Wilson. Durante la Seconda guerra mondiale sono consumati numerosi crimini di guerra: devastazioni di villaggi e ritorsioni contro la popolazione jugoslava.

Questo aumenta il risentimento nei confronti degli italiani, dando vita ad una crudele guerriglia che raggiungerà livelli di massacro spaventosi. Occupate Trieste e Istria gli italiani fascisti sono costretti a lasciare la patria, o condannati a morte.

Questi, torturati, sono gettati nelle foibe o nelle miniere di bauxite. Dal 10 febbraio , con il Trattato di Parigi, le uccisioni e le emigrazioni iniziano a diminuire.


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