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Scaricare ortofoto da geoportale nazionale

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Un Servizio di Scaricamento o Download “permette di scaricare copie di set di dati territoriali o di una parte di essi e, ove fattibile, di accedervi direttamente”. Geoportale Nazionale. Info. Strumenti; Servizi; Gestione. Lon/Lat: ; X/Y: Geoportale visualizzazione 3D. Strumenti. Strumenti Mappa. Atlante nazionale delle aree a rischio di desertificazione, Copia Url Ortofoto a colori alluvione Capoterra (Cagliari) con relative date del volo - Ottobre Punto di accesso nazionale all'informazione ambientale e territoriale la tua mappa utilizzando i vari servizi di visualizzazione e di download dei dati.

Nome: scaricare ortofoto da geoportale nazionale
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. iOS. MacOS. Windows XP/7/10.
Licenza: Gratis!
Dimensione del file: 58.77 MB

Alcuni pacchetti di R ad esempio raster, rgdal , inoltre, integrano la libreria PROJ4 impiegata per la proiezione e trasformazione dei raster tra sistemi di riferimento diversi. La riproiezione dei tile geografici restituisce un raster cartografico con una risoluzione spaziale superiore a 1 m dimensione del pixel circa 0. In primo luogo, al nDSM è stato assegnato valore pari a 0 m a tutti i pixel aventi valori negativi [44].

Poiché molti elementi non risultavano comunque presenti negli strati informativi menzionati, è stato necessario operare una fotointerpretazione su ortofoto digitali in ambiente QGIS 2. In ausilio a queste, sono stati impiegati il DTM e il nDSM, sia per facilitare il riconoscimento di oggetti non forestali con opportune elaborazioni del dato LiDAR, sia per il grande vantaggio del laser scanning di annullare le zone in ombra che spesso affliggono le immagini rilevate da sensori ottici [18] , [20].

Per distinguere queste ultime dagli elettrodotti è stata osservata la linearità degli elementi distintivi delle linee elettriche.

Questi ultimi non sempre evidenziano tutte le strutture presenti, oppure possono essere affetti da errori di georeferenziazione.

Per tali motivi, sono state corrette le geometrie dei poligoni presenti ed integrati i manufatti mancanti nello shapefile attraverso una scrupolosa fase di fotointerpretazione delle ortofoto digitali e del corrispettivo nDSM.

A questo raster è stato associato il nDSM, individuando in corrispondenza delle aree fortemente acclivi i valori di altezza delle chiome aberranti rispetto al popolamento forestale circostante.

Rimozione semi-automatica dei potenziali errori locali Gli outilier, identificati secondo le procedure descritte nel paragrafo precedente, sono stati perimetrati in QGIS. I poligoni ottenuti sono stati impiegati successivamente al fine di rimuovere gli errori locali dal nDSM.

Le procedure di rimozione sono state automatizzate in ambiente R ed il risultato è il raster del modello digitale delle chiome CHM. Agli elementi artificiali posti direttamente al suolo, quali edifici o altri manufatti, sono stati assegnati valori di nDSM pari a zero, corrispondenti alla totale assenza di vegetazione forestale.

Per quanto concerne le linee elettriche, è stata adottata una procedura ad hoc per gestire accuratamente la loro rimozione e tenere nel dovuto conto la possibile presenza di vegetazione al di sotto di esse. Gli stessi Autori riportano anche i coefficienti di trasformazione per la stima delle fitomasse corrispondenti ai volumi stimati.

La superficie interessata dalla presenza di questi outlier è di Diciamo innanzitutto che dalla home page del PCN è possibile visualizzare, cliccando sulla voce "accesso libero", l'elenco di tutti gli strati informativi disponibili per essere consultati. Figura 1 Le mappe sono accessibili attraverso il visualizzatore WebGis illustrato in figura 1 doppio click per ingrandire l'immagine che per nostra fortuna utilizza, come la stragrande maggioranza di queste applicazioni, il motore ArcIMS Da qui a caricare le mappe direttamente in ArcMap il passo è breve!

Infatti, come rappresentato in figura 2, è sufficiente accedere ad ArcCatalog e, nel "catalogo" di sinistra, individuare la voce "GIS Servers" nel caso non fosse disponibile occorre accedere al menu "Tools" e cliccare sulla voce "Options", quindi entrare nella scheda "General" e, nell'elenco superiore, apporre un flag in corrispondenza della voce "GIS Servers".

Figura 5 Ovviamente "il bello" sta nel caricare tutti questi strati in ArcMap, nell'ottica cioè di poterli sovrapporre ed analizzare assieme ai propri dati.

Città di Venezia

Come è facile comprendere del nome dei vari layer, ogni strato del PCN viene reso disponibile in 3 diversi sistemi di coordinate sebbene tutti relazionati al sistema geodetico di riferimento WGS - sistema di coordinate geografiche; - sistema di coordinate cartografiche in proiezione UTM - fuso 32N; - sistema di coordinate cartografiche in proiezione UTM - fuso 33N. Per coloro che già operano in uno di questi sistemi non vi sono problemi particolari a patto, ovviamente, di scegliere lo strato corrispondente al sistema normalmente utilizzato in ArcMap.

A chi invece utilizza un differente sistema di riferimento ad esempio per chi come me lavora principalmente sul territorio lombardo suggerisco di caricare lo strato in coordinate geografiche utilizzando la stessa identica procedura che ho illustrato nel mio precedente post sulle "mappe stradali".

Se applicata correttamente la procedura permette di ottenere il risultato mostrato in figura 6 dove una tipica cartografia aerofotogrammetrica comunale rappresentata in rosso , realizzata nel sistema di coordinate cartografiche Gauss-Boaga fuso ovest Datum Roma 40 , viene sovrapposta alle ortofoto del PCN


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