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Codice di diritto canonico da scaricare

Posted on Author Taubar Posted in Software

Arduum sane munus (Festa di San Giuseppe, 1904): Motu Proprio con il quale Pio X crea la Commissione Pontificia per la codificazione del diritto canonico (De. CODICE DI DIRITTO CANONICO Vedi anche: Crediti. IntraText CT è il testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole. CAPITOLO I LA CURA PASTORALE E GLI ATTI DA PREMETTERE ALLA CELEBRAZIONE DEL. I canoni di questo Codice, nella misura in cui riportano il diritto antico, sono da valutarsi tenuto conto della tradizione canonica. Il codice di diritto canonico (abbreviato in CIC, dal titolo latino codex iuris Il nuovo CIC è stato promulgato da Giovanni Paolo II il 25 gennaio PER SCARICARE IL CODICE DI DIRITTO CANONICO IN PDF CLICCA QUI.

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Questo esige che "la formazione spirituale e l'insegnamento dottrinale degli alunni del seminario vengano coordinati armonicamente" Codice di Diritto Canonico, can. This demands that "the spiritual formation and doctrinal instruction of the students in a seminary be harmoniously blended" Codex Iuris Canonici, c.

Il Codice di Diritto Canonico dice al riguardo. The Code of Canon Law says about it. Il Codice di Diritto Canonico si stabilisce alcuni principi di interpretazione. The Code of Canon Law itself lays down certain principles of interpretation.

Il loro stato, pertanto non riguarda la struttura della Chiesa, ma solo un modo diverso di porsi all'interno della stessa e non costituisce una via intermedia tra i chierici e i laici. Il diritto ecclesiastico ha come meta generale e di fondo il conseguimento della gloria di Dio, della salvezza delle anime e del bene comune, creando una unità tra tutti i fedeli.

Insomma tutto deve concorrere "ad majorem Dei gloriam" e per un'ordinata crescita dell'intera Chiesa. Bisogna, pertanto, puntare sempre alla sostanza delle cose più che al rispetto formale del diritto. Solo in questo quadro interpretativo la comunione dei fedeli con tutta la Chiesa viene garantita.

Significativa è l'espressione "anche nel loro modo di agire". La comunione con la Chiesa, tuttavia, non va inteso come uno tra i tanti diritti e doveri del cristiano, ma è l'unico diritto-dovere che salvaguarda l'esercizio di tutti gli altri.

Traduzione di "codice di diritto canonico" in francese

Infatti porsi fuori dalla comunione ecclesiale fa decadere da ogni diritto e ogni dovere. Occorre, quindi, nell'esercizio dei propri diritti avere un ampio sguardo che, superando ogni personale ed egoistico interesse, sappia abbracciare per intero la Chiesa.

Solo questa condizione garantisce la comunione ecclesiale. Il catalogo dei diritti e dei doveri cann. Appare, infatti, nel legislatore una evidente preoccupazione che l'enunciazione dei diritti dei fedeli possa portare ad un abuso o a dei fraintendimenti o, in qualche modo, possa legare le mani all'autorità ecclesiastica. Questo lo ha portato a ripetere, nell'enunciazione dei singoli diritti, limitazioni e condizionamenti d'uso già enunciati da altre norme.

Un esempio ci viene dato dal c.

Va detto, inoltre, che l'elenco dei diritti non è assolutamente esauriente e il loro esplicitarsi presenta non poche limiti. Infatti, la sostanza inerisce a valori e a realtà trascendentali che mal si adattano alla povertà e ai limiti del linguaggio umano.

Non va, poi, dimenticato che è la prima volta nella storia della Chiesa che si tenta di formalizzare i diritti e i doveri dei fedeli, che si radicano primariamente in un diritto divino in virtù dell'incorporazione dei fedeli in Cristo. La terza parte presenta i luoghi sacri e le osservanze devozionali digiuni, giorni consacrati Stabilisce le regole per i tribunali, i vicari, la giurisdizione ordinaria e straordinaria, i gradi di giudizio e l'appello, le procedure amministrative per i tribunali e le regole per gli uffici che si occupano di dirimere contenziosi riguardanti l'esercizio dell'autorità amministrativa.

Norma generale del CIC è la salus animarum, la salvezza delle anime: finalità del diritto canonico è quindi, nella mente del legislatore, quella di aiutare l'opera dell' evangelizzazione e della cura pastorale che la Chiesa realizza. Un primo punto importante di dottrina è la concezione della Chiesa come popolo di Dio.

La successione dei titoli comincia dalla vocazione generale, la vocazione battesimale di tutti i fedeli, con i diritti e doveri che sono propri di tutti i membri della Chiesa si tratta in successione dei fedeli laici, dei chierici, delle prelature personali, delle associazioni dei fedeli.

Solo dopo questa trattazione si passa a delineare la struttura gerarchica della Chiesa, con la suprema autorità della Chiesa papa, cardinali, curia romana e le diocesi qui chiamate chiese particolari. La trattazione del popolo di Dio si chiude con la vita religiosa. È da notare la differenza con il CIC del 1917, dove senz'altro si iniziava la trattazione dalla suprema autorità, discendendo poi verso i fedeli laici, in ossequio a una ecclesiologia strettamente gerarchica.

Nel testo del 1983 la prospettiva è rovesciata: la ecclesiologia di base è quella della comunione gerarchica, che valorizza innanzitutto la presenza e la funzione di tutti i fedeli nella Chiesa. I lavori di codificazione si protrassero per tutto il pontificato di Paolo VI e terminarono durante i primi anni del pontificato di Giovanni Paolo II.

Nel discorso del 3 febbraio 1983 Giovanni Paolo II raccomanda di leggere il CIC in parallelo con i documenti conciliari e, suggerendo l'immagine del triangolo, pone la Sacra Scrittura al vertice, come unica e insostituible legge fondamentale della Chiesa, e alla base da un lato gli atti del Concilio Vaticano II e dall'altra il CIC. La Costituzione apostolica Sacrae disciplinae leges 25 gennaio 1983 con cui Giovanni Paolo II ha promulgato il nuovo CIC spiega: "Il codice non ha come scopo in nessun modo di sostituire la fede, la grazia, i carismi e soprattutto la carità dei fedeli nella vita della Chiesa.

Al contrario, il suo fine è piuttosto di creare tale ordine nella società ecclesiale che, assegnando il primato all'amore, alla grazia e al carisma, rende più agevole contemporaneamente il loro organico sviluppo nella vita sia della società ecclesiale, sia anche delle singole persone che ad essa appartengono".

Aggiunge che il CIC è "lo strumento indispensabile per assicurare il debito ordine sia nella vita individuale e sociale, sia nell'attività stessa della Chiesa".


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