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Scarico punto 1 2 8v

Posted on Author Malamuro Posted in Ufficio

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Scarico Punto 1 2 8v Scarico Punto 1 2 8v La nascita del propulsore ha una data ben precisa: 30 marzo Quel giorno il presidente FIAT Gianni Agnelli e il Presidente della Repubblica Sandro Pertini inaugurarono la terza ala dello stabilimento di Termoli che avrebbe prodotto in Italia quello che sarebbe diventato uno dei più importanti motori della casa torinese. Questo motore a benzina rispetto ai precedenti era più semplice, affidabile, meno costoso e pensato per essere assemblato da impianti automatici a parità di prestazioni consumava molto meno in quanto ottimizzato in ogni sua parte.

Il consumo ridotto fu ottenuto anche grazie al funzionamento "a combustione magra", cioè con eccesso di aria rispetto al carburante. Da specificare un altro vantaggio dei motori FIRE: anche in caso di rottura della cinghia di distribuzione non si riportava nessun danno né alle valvole né al cilindro, perché l'apertura massima delle valvole era minore della distanza dal PMS punto morto superiore alla camera di combustione.

I primi modelli erano alimentati da carburatore, l' iniezione compare in Italia nel, mentre in Svizzera era già presente sulla Y10 Fire per via delle normative più restrittive.

La nascita del propulsore ha una data ben precisa: 30 marzo Quel giorno il presidente FIAT Gianni Agnelli e il Presidente della Repubblica Sandro Pertini inaugurarono la terza ala dello stabilimento di Termoli che avrebbe prodotto in Italia quello che sarebbe diventato uno dei più importanti motori della casa torinese.

Essi cominciano a rimpiazzare i vecchi motori ad aste e bilancieri Fiat, denominati " serie ", da metà degli anni ottanta per la precisione debuttano nel a bordo della Autobianchi Y10 prima serie, erede della A Il progetto, il cui design dell'aspetto esteriore sarà curato da Rodolfo Bonetto [2] è rivoluzionario: abbracciando la logica dell'integrazione, il numero di componenti del propulsore è straordinariamente basso, a beneficio della riduzione di peso e della facilità costruttiva.

Questo motore a benzina rispetto ai precedenti era più semplice, affidabile, meno costoso e pensato per essere assemblato da impianti automatici; a parità di prestazioni consumava molto meno in quanto ottimizzato in ogni sua parte. Il consumo ridotto fu ottenuto anche grazie al funzionamento "a combustione magra", cioè con eccesso di aria rispetto al carburante.

Da specificare un altro vantaggio dei motori FIRE: anche in caso di rottura della cinghia di distribuzione non si riportava nessun danno né alle valvole né al cilindro, perché l'apertura massima delle valvole era minore della distanza dal PMS punto morto superiore alla camera di combustione. I primi modelli erano alimentati da carburatore , l' iniezione compare in Italia nel , mentre in Svizzera era già presente sulla Y10 Fire per via delle normative più restrittive.

L'adozione dell' albero a camme in testa e l'accensione elettronica riduceva drasticamente gli interventi di manutenzione. Lo spinterogeno calettato direttamente sull'albero a camme ha permesso di eliminare i rinvii a vantaggio di leggerezza, semplicità progettuale e realizzazione: i tempi necessari per assemblare un motore FIRE scesero a 2 ore contro le 4 necessarie per il suo predecessore. E' necessaria una guarnizione tra le 2 flange che collegano il catalizzatore con il tratto centrale della marmitta?

Fa ancora rumore, quando accendo la macchina e' ancora un po' "rombante", e in corrispondenza delle 2 flange vedo del fumo e qualche gocciolina condensa? Mi sembra che non sia a posto, pero' come leggevo, nei ricambi ASSO non e' data la guarnizione. Tra l'altro con questa operazione di sostituzione ho capito quanto sia utile il ponte e il potere dello svitol, oltre ovviamente al calibro di una mano esperta.

Guarda questo:SCARICO BRABUS USATO

Infatti ho fatto una fatica enorme a svitare i 2 bulloni delle 2 flange : prima ho piegato il manico della chiave a tubo e poi ho finito per tranciare i dadi di tenuta. Avevo usato lo svitol, ma probabilmente la posizione sbagliata di come ho proceduto ha influenzato.

Una volta mozzati i 2 dadi , il secondo gli ho dato il colpo di grazia con un seghetto per il ferro, ho tolto di mezzo la parte centrale della marmitta e ho tentato, sempre infilato sotto quei 25 cm dei ceppi di legno che usavo come sorreggi auto, di trapanare longitudinalmente la testa dei bulloni, in modo da metterne degli altri.

Non esiste punta al cobalto che regga o non ho forza abbastanza io.


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